Una targa stradale bianca in ceramica bordata di blu nel centro storico di Alghero, con il nome in algherese Carreró dels Hebreus sopra e quello italiano Vicolo Bertolotti sotto
Una targa stradale bianca in ceramica bordata di blu nel centro storico di Alghero, con il nome in algherese Carreró dels Hebreus sopra e quello italiano Vicolo Bertolotti sotto. Foto: Sgroey · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Passeggiando per il centro storico di Alghero, prima o poi alzerete gli occhi verso una targa stradale e leggerete due nomi: uno in italiano e uno in una lingua che somiglia allo spagnolo ma non lo è. È l'algherese, la variante del catalano che qui si parla da secoli. Alghero, in algherese L'Alguer, è l'unica città italiana in cui il catalano è ancora lingua viva, e questa eredità si ritrova nell'architettura, nella toponomastica e nelle tradizioni. Ai nostri ospiti piace scoprirlo, e allora proviamo a raccontarlo con ordine.

Come Alghero diventò catalana

Nel Medioevo Alghero era un borgo fortificato controllato dalla famiglia genovese dei Doria. A metà del Trecento la Corona d'Aragona, che stava estendendo il suo dominio sulla Sardegna, puntò sulla città. Nell'agosto del 1353 la flotta catalano-aragonese vinse una battaglia navale nella baia di Porto Conte e per qualche settimana prese Alghero, che però tornò presto ai Doria.

L'anno seguente, nel giugno del 1354, il re Pietro IV d'Aragona sbarcò con un grande esercito e cinse d'assedio la città, che passò definitivamente sotto il controllo aragonese nel novembre dello stesso anno. Fu allora che avvenne il fatto decisivo: la popolazione originaria fu allontanata e la città venne ripopolata con coloni provenienti dalla Catalogna e dalle terre della Corona, attirati da privilegi e concessioni. Da quel momento Alghero diventò, a tutti gli effetti, una città catalana affacciata sul mare di Sardegna.

Nei secoli successivi la città si aprì gradualmente anche a nuovi abitanti provenienti dalla Sardegna e da altre regioni del Mediterraneo, e nel 1501 ricevette il titolo di città regia. Ma la lingua e l'identità catalana sono rimaste.

L'algherese, una lingua ancora viva

L'algherese appartiene al gruppo del catalano orientale, ma in seicento anni di isolamento dalla Catalogna ha sviluppato caratteristiche proprie, assorbendo anche parole sarde e italiane. Oggi è parlato da una parte della popolazione ed è riconosciuto come lingua di minoranza sia dallo Stato italiano, con la legge 482 del 1999, sia dalla Regione Sardegna.

Lo statuto comunale riconosce ai toponimi in algherese pari dignità rispetto a quelli italiani, ed è per questo che nel centro storico troverete le targhe stradali bilingui: carrer per via, carreró per vicolo, plaça per piazza. Divertitevi a confrontarle mentre camminate: è un piccolo gioco che piace molto anche ai bambini.

Il gotico catalano: la chiesa di San Francesco

L'eredità catalana si legge soprattutto nelle chiese. La chiesa di San Francesco, nel cuore del centro storico, è uno degli esempi più importanti di architettura gotico-catalana in Sardegna. I francescani erano presenti ad Alghero già nella prima metà del Trecento; la chiesa fu costruita alla fine di quel secolo e poi rifatta nel Quattrocento in stile gotico catalano. Dopo un crollo alla fine del Cinquecento venne restaurata con forme rinascimentali, mentre il campanile, a fusto esagonale su base quadrata, è del Seicento.

Il gioiello è il chiostro, in pietra arenaria, con due ordini di arcate: quello inferiore, quattrocentesco, alterna colonne e pilastri ottagonali, mentre quello superiore è settecentesco. È uno degli angoli più silenziosi della città, e vale la pena entrare anche solo per qualche minuto di calma fra una passeggiata e l'altra.

Altri segni catalani da cercare

  • La Cattedrale di Santa Maria: le parti più antiche, come l'abside e il campanile ottagonale con la cuspide di maioliche, sono in stile gotico catalano.
  • La Torre di Sant'Elmo: sui bastioni, conserva all'interno un bassorilievo con lo stemma della Corona d'Aragona.
  • Le mura e le torri: restaurate e ampliate dopo la conquista, raccontano la storia della piazzaforte aragonese.
  • Il nome della città: sui cartelli e negli stemmi troverete spesso la doppia dicitura Alghero e L'Alguer.

Scoprire Alghero partendo da Poseidonia

Per vivere la città catalana con calma conviene muoversi a piedi. Dai nostri appartamenti in via Garibaldi 77 il centro storico, con la Cattedrale e la chiesa di San Francesco, si raggiunge in circa un chilometro lungo il lungomare. Potrete tornarci più volte, a ore diverse, e scoprire ogni volta un dettaglio nuovo, rientrando poi a riposare in un appartamento indipendente con balcone sul mare.

Una base sul mare per scoprire Alghero

Tre appartamenti indipendenti sul lungomare, con balcone attrezzato, vista mare e angolo cottura: il centro storico si raggiunge a piedi.